19 marzo SAN GIUSEPPE

 

Lunedì, 19 mar 2018

 OGGI
S. Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria.
Festa presso Oratorio dei Bianchi ore 17,30

Sposo della Beata Vergine Maria; uomo giusto, nato dalla stirpe di Davide, fece da padre al Figlio di Dio Gesù Cristo, che volle essere chiamato figlio di Giuseppe ed essergli sottomesso come figlio al padre. La Chiesa con speciale onore lo venera come patrono, posto dal Signore a custode della sua famiglia. (Martirologio Romano, LEV 2004) .

Catechesi Vangelo di Giovanni
a cura di Don Luca Gatti –  ore 21 – Canonica

In eterno durerà la tua discendenza. 
L’amore verso il prossimo e la fiducia in Dio sono le virtù basilari del cristiano, insegnateci da san Giuseppe. 
2Sam 7,4-5a.12-14.a16; Sal 88,2-5.27.29; Rm 4,13.16-18.22; Mt 1,16.18-21.24a opp. Lc 2,41-51a.

LLDO

Prima Lettura

Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.Dal secondo libro di Samuèle
2Sam 7,4-5.12-14.16

In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

Parola di Dio

 

Salmo Responsoriale

Dal Sal 88R. 
In eterno durerà la sua discendenza.
Canterò in eterno l’amore del Signore,di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R.

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele». R.

Seconda Lettura

Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 4,13.16-18.22

Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede. Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: «Ti ho costituito padre di molti popoli» – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono. Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Beato chi abita la tua casa, Signore:
senza fine canta le tue lodi. (Sal 83,5)

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo

Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

 

MAT
Mt 1,16.18-21.24

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.
Parola del Signore.

Oppure:
Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,41-51
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso.
Parola del Signore


SAN GIUSEPPE

sg
I testi biblici relativi a Giuseppe, lo sposo di Maria e padre legale di Gesù, sono piuttosto scarsi, a prima vista quasi lacunosi, e ciò spiega l’abbondante letteratura apocrifa su di lui, tra cui si segnala il Protovangelo di Giacomo. Tuttavia, scavando con attenzione nei dati neo-testamentari, emerge una figura interessante, capace di interpellare anche il lettore odierno. Mentre l’evangelista Marco non parla mai di Giuseppe, Matteo e Luca ce ne dicono il nome e Matteo ne specifica la professione di “carpentiere”, dandocene un ritratto di uomo “giusto” che, disponibile a compiere la volontà divina, consegna la propria vita a un progetto che lo trascende accettando di prendere con sé Maria, rimanendo accanto a lei, come sposo fedele, e a quel bimbo quale figura paterna positiva e responsabile. Sempre nel Vangelo di Matteo, Giuseppe si presenta come l’uomo obbediente che accoglie integralmente la volontà di Dio e sa prendersi cura delle persone affidategli. E quando l’angelo gli comanda di rifugiarsi in Egitto per sottrarsi alla minaccia di Erode, si comporta davvero come padre di Gesù che custodisce e protegge. Alla dolcezza della madre e alla debolezza del bambino, egli accompagna la fermezza della sua presenza e dedizione. Negli anni di Nazaret, Gesù riceve un’educazione nella quale il contributo di Giuseppe deve essere stato molto rilevante. Durante la vita pubblica del Cristo, il padre putativo scompare. La tradizione deduce che sia morto circondato dalla presenza di Maria e di Gesù e per questo egli diventa il protettore del moribondo cristiano, che affronta il trapasso con i conforti della fede. Il culto del santo, cominciato in forma privata nel secolo IX, divenne generale a partire dal secolo XIV e soprattutto XV. Nel 1621 Gregorio XV dichiarò il 19 marzo festa di precetto e nel 1870 Pio IX proclamò S. Giuseppe patrono della Chiesa universale. Giovanni XXIII ne introdusse il nome nel canone romano della Messa.

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